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IL NERO E IL ROSSO

Il capolavoro stendhaliano Le Rouge et le Noir (1830) descrive l’incertezza esistenziale

di Julien Sorel, incapace di scegliere tra la carriera militare e quella ecclesiastica.

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Si parva licet, il cromatismo della monografia Il nero e il rosso di Saturno Carnoli e 

Guido Pasi supera le ascendenze ideologiche fasciste e comuniste dei romagnoli Zelo 

Molducci e Sauro Ballardini, evocando, piuttosto, i vividi colori dei mosaici ravennati, 

che da secoli destano ammirazione e costituiscono una straordinaria risorsa della città. 

D’altronde, il libro è costruito a mo’ di mosaico, con tasselli curiosamente affiancati o

giustapposti. Che morale si può ricavare da queste biografie parallele? Difficile dirlo, 

ma sarebbe miope ricercare in questi due itinerari esistenziali finalità rassicurative di sistemi

politici da tempo tramontati. Al centro del libro stanno i contorti itinerari biografici

di due artisti romagnoli, uomini del loro tempo e pertanto coinvolti attivamente nella

guerra civile, dalla quale hanno avuto la fortuna di uscire vivi.

“Il nero e il rosso” costituisce un efficace contravveleno alle fumisterie dell’ideologia.

E, in fondo, rappresenta un piccolo monumento all’espressione artistica, e in 

particolare al mosaico come mezzo espressivo idoneo – certo più della politica, nelle

sue concrete manifestazioni – a incanalare e a sublimare le pulsioni creative dell’umanità.

(dalla presentazione di Mimmo Franzinelli)

• Copertina rigida con bandelle, rilegato in brossura filo refe

• Formato: 15x21 cm

• Pagine: 64